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Lila, Indagine sulla Morale — R. M. Pirsig

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La morale ha a che fare solo con il bene ed il male? Con ciò che è giusto o ingiusto? R. M. Pirsig in «Lila, Indagine sulla Morale» continua la sistematizzazione della sua Metafisica della Qualità la cui descrizione è iniziata nell'ormai famoso « Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta ». Attraverso una struttura narrativa leggermente differente dal suo primo capolavoro Pirsig utilizza nuovamente la metafora del viaggio, questa volta in barca a vela, per illustrare il suo punto di vista sulla percezione della realtà. Punto di vista sviluppato durante l'arco di una vita. Attraverso un apparente controverso personaggio femminile, Lila, l'autore amplia la propria indagine scoprendo che la Morale può essere tanto reale quanto una roccia, un batterio o una mano. In effetti Lila è anche la Lila di Siva che è il «gioco del mondo».  Pirsig mostra come il giudizio morale indipendentemente dal sistema che lo compie è primigenio rispetto alla "sostanza" e...

La bussola del Piacere — D. J. Linden

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    Cosa la scienza può dire del «piacere»? Quali sono gli elementi che accomunano il consumo di sostanze stupefacenti o di cibo, il sesso il gioco d'azzardo e la meditazione, lo shopping? David J. Linden, professore di neuroscienze alla Johns Hopkins University, in «La bussola del Piacere», ci guida in un viaggio all'interno dei meccanismi cerebrali che regolano una delle sensazioni positive - il piacere - anelate dalle popolazioni di ogni cultura e addirittura tra le più regolamentate a livello sia sociale che governativo. Attraverso una descrizione divulgativa, seppur non priva di tecnicismi, l'autore descrive il funzionamento dei correlati neurali del piacere approfondendo una determinata regione che chiama "circuito del piacere prosoencefalico" deputato alla regolazione del piacere sia durante l'assunzione di droghe, sia nel consumo di cibo, sia nella comune pratica sessuale umana. Inoltre, l'autore tenta di addentrarsi nello spinosa discussione che c...

Se incontri il Buddha per la strada uccidilo - Sheldon B. Kopp

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«Se incontri il Buddha per la strada uccidilo» (1972), di Sheldon B. Kopp, psicoterapeuta, è uno di quei capolavori che di tanto in tanto è bene rispolverare e leggere con attenzione e dedizione. Il saggio, il cui tema ricorda lo "Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta" di R. M. Pirsig, racconta del "pellegrinaggio" che l'uomo si trova ad affrontare semplicemente vivendo la propria vita e come le donne e gli uomini si rivolgano allo psicoterapeuta/guru per farsi illuminare la strada in quello che chiama il  " pellegrinaggio del paziente nella psicoterapia ". Attraverso le inflessioni tipiche della cultura degli anni Settanta dello scorso secolo Koop ci dissuade dal "fidarsi" del guru di turno e a rivolgere il proprio sguardo verso l'interno, verso il proprio Sé. Nel processo di dissuasione pone sullo stesso piano umano il "pellegrino/paziente" al "guru/psicoterapeuta" che dovrebbe solo insegnare a come guar...

Lo zen e il tiro con l'arco - Eugen Herringel

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  « Lo zen e il tiro con l'arco » è un volumetto molto interessante sullo zen appreso (se così si può dire) dall'uomo occidentale. Il libro è tratto da un articolo del filosofo tedesco Eugen Herringel (la cui biografia è del tutto particolare e controversa) il quale racconta la sua esperienza come allievo di "Tiro con l'arco", antica arte giapponese, avuta durante un soggiorno in Giappone comme professore all'Università Imperiale di Sendai. Herringel in poche pagine disvela attraverso la sua particolare esperienza i segreti delle antichissime arti Giapponesi, in particolare del Tiro con l'arco, e le connessioni intrinseche con la "Grande Dottrina". Da "Europeo" l'autore tenta di chiarire il mistero dello Zen e di come esso si possa penetrare attraverso una millenaria disciplina approcciandola, però, in maniera del tutto differente rispetto a quanto è d'uso in occidente.

Intelligenza Artificiale, tra realtà e finzione, ergonomia cognitiva e affettività

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  È possibile che un essere umano guardando un film possa provare delle emozioni, immedesimarsi in un personaggio e persino piangere? Sarà possibile davvero che un essere umano possa stabilire un legame affettivo con un sistema di Intelligenza Artificiale come nel film «Her»? La risposta alla prima domanda, direbbe l'evidenza, appare scontata. Gli esseri umani, in genere, stabiliscono connessioni emotive anche con personaggi di fantasia in spettacoli teatrali o appartenenti alla narrativa. Personaggi come Elizabeth Bennet in Orgoglio e pregiudizio o Forrest Gump hanno fatto stringere i cuori di donne e uomini, stabilendo un qualche tipo di legame empatico con i lettori o gli spettatori. Eppure, riflettendoci su, quei personaggi non esistono nella realtà. Essi appartengono al mondo della finzione e si legano a noi per via mediale. Nonostante ciò, anche il più strenuo sostenitore del realismo (materialista) deve ammettere che qualcosa che «non esiste» possa avere un forte impatto sul...