Quando lo scopo è chiaro c'è ancora «plausibilità linguistica» nei Large Language Models?
Negli ultimi anni i Large Language Models (LLM) hanno raggiunto un livello di modellamento del linguaggio naturale che copre in modo convincente sia i sistemi alfabetici sia quelli ideografici, nonché capacità generative in ambito iconico e acustico. A ciò si affianca una capacità ormai consolidata di produrre codice di programmazione in numerosi linguaggi – i quali sono da riconoscersi come istanze di linguaggi formali – spesso all’interno di un unico modello fondazionale multilingue o addirittura multimodale. Questo dato empirico solleva una questione teorica non banale, soprattutto se osservato alla luce della tradizione linguistica e filosofica che ha messo in evidenza la complessità strutturale del linguaggio naturale rispetto ai linguaggi formali. A partire dagli studi fondativi di Noam Chomsky (1934) sulla struttura sintattica, e lungo una traiettoria distinta che conduce ad un approccio distribuzionale al significato, il linguaggio naturale viene descritto come un siste...