Tra pappagalli stocastici e macchine coscienti c’è una terza via?
La scienza ha una validità oggettiva inequivocabile e, nella sua forma più ortodossa, esclude la prospettiva interna dell'osservatore, fino al punto da cercare interpretazioni alternative, operanti in «terza persona», del possibile ruolo dell'osservatore nella misura di un'osservabile quantistica. Il dominio delle scienze fisiche vuole, ancora oggi, conservarsi come studio, descrizione e sintesi di modelli teorici predittivi dell'oggetto, escludendo in qualsiasi modo il ruolo cognitivo del soggetto e la relativa posizione prospettica privilegiata rispetto all'oggetto di indagine. Tuttavia, l'esclusione del soggetto è un artificio della teoria sintetizzata come modello del mondo, un mondo, quindi, senza soggetti. Eppure, i soggetti ci sono eccome e partecipano al «game» della scienza come generatori di ipotesi esplicative, mediante inferenza abduttiva, come direbbero i filosofi della scienza. In discipline come la psicologia la presenza del soggetto è lapalissian...