L'io della mente — Douglas Hofstadter, Daniel Dennett

 

«L'io della mente», a detta degli stessi autori: Douglas Hofstadter e Daniel Dennett vuole «provocare, infastidire e confondere i lettori, vuole rendere strano ciò che ovvio e magari rendere ovvio ciò che è strano». Gli autori, il primo scienziato cognitivista studioso di intelligenza artificiale, lo stesso del famosissimo «Godel, Escher, Bach», il secondo studioso della medesima disciplina e filosofo intendono cercare di rispondere a temi come: cosa è la mente? Chi sono io? Come può la materia pensare o sentire? Cosa è la percezione? Dov'è l'anima?  E il libero arbitrio esiste? La loro tesi portata avanti durante il testo può essere adatta sia a coloro che del mondo hanno una visione rigida e atea, sia a coloro che vedono nei fenomeni reali una profonda spiritualità. In ogni caso quanto suggeriscono entrambe gli autori, con inesauribile brillantezza sia prosaica che dialogica avrà l'esito di fornire una forte scossa ad entrambe le tipologie di lettore. L'io della mente è un fantasioso viaggio operato dai due studiosi ancora molto giovani nei meandri della coscienza della mente e dell'intelligenza artificiale, ricco di storie fantascientifiche, di cervelli fuori dal corpo e corpi senza cervelli che compiono azioni straordinarie (o forse solo banali?).

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