Nel castello di Emanuele Severino — Leonardo Messinese
Vediamo cosa c'è «Nel castello di Emanuele Severino», secondo la prospettiva di Leonardo Messinese, professore ordinario di Metafisica alla Pontificia Università Lateranense.
Messinese scrive nell'introduzione:
«Il pensiero filosofico di Severino può essere paragonato a un grande 'castello', con una sola porta d'ingresso e di dimensioni molto strette, così che pure quando si riesce a evitare di cadere in questo o quel fraintendimento iniziale, è comunque molto faticoso riuscire a entrarvi. Anche una volta passati indenni da questa prima difficoltà, il disagio tuttavia potrebbe non essere terminato. Infatti potrebbe insorgere la preoccupazione che l'avanzare all'interno del castello vada di pari passo con il restringersi del proprio autonomo spazio di azione, fino a sentirsi costretti a guadagnare l'uscita prima che sia troppo tardi. Per qualcuno, perciò, l'impresa a cui mi sono accinto scrivendo questo libro potrebbe contenere un prezzo eccessivo, rispetto all'eventuale beneficio che ne potrebbe ricevere.»
È una delle prime cose che ho pensato quando ho letto le opere più tecniche — dal punto di vista teoretico — di Severino.
Il volume di Leonardo Messinese è una guida accessibile per comprendere un autore il cui pensiero, al di là di alcune semplicistiche raffigurazioni, è estremamente complesso. Messinese paragona il pensiero di Severino ad un grande castello, con una sola porta d’ingresso e dalle dimensioni molto strette — come abbiamo visto. Anche quando si riesce faticosamente ad entrarvi, è difficile riuscire a visitarlo per intero. Accostandosi ai suoi scritti si è condotti a respirare l’aria che avvolge le cime più alte del pensiero filosofico, ad avvicinare le incontaminate e inaccessibili montagne alle quali Heidegger paragonava le «grandi metafisiche». Il libro si rivolge a una duplice tipologia di lettori. Coloro i quali conoscono le tesi di Severino attraverso le pagine dei quotidiani e delle riviste culturali, potranno averne una comprensione più adeguata. Chi, invece, è un «addetto ai lavori» nel campo degli studi filosofici, potrà valutare la bontà del percorso interpretativo che è stato tracciato nel libro e, magari, esserne convinto. In ogni caso il lettore non troverà la profondità teoretica che può solo trovare negli scritti tecnici del filosofo bresciano. In ogni caso «Nel castello di Emanuele Severino» è un buon contenitore di riferimenti bibliografici sia dell'autore che dei suoi commentatori e, altresì, è un'ottima guida per comprendere il rapporto di Emanuele Severino con la metafisica tradizionale e con il cristianesimo nella sua form storica.
