Tao della Fisica — Fritjof Capra
Se pensate che la Fisica moderna
sia una disciplina fredda ed asettica, il «Tao della Fisica», saggio scritto nel 1975 dal fisico teorico nonché grande divulgatore Fritjof Capra. sarà ciò che vi farà
certamente cambiare idea. Cosa c'entra la danza di Siva, il dio dei danzatori
adorato dagli Indù con atomi e particelle? Capra, con il suo stile semplice e
appassionato racconta la propria esperienza percettiva dell'Universo, dapprima
studiato accademicamente nell'ambito della Fisica Teorica, poi sentito come un
tutto armonioso, un insieme di entità e particelle vive, vibranti, descritte
tanto bene dalla fisica quantistica. E le filosofie orientali? Se si vogliono
operare calcoli e previsioni sul microcosmo noto come "zoo delle
particelle elementari" o sull'evoluzione dell'Universo fisico a scale
galattiche le leggi matematiche sono di estremo aiuto, ma se si interpretano
metodi e risultati dal punto di vista filosofico ci si accorge di profonde
analogie con il pensiero orientale: atomi e particelle sono in prima
approssimazione i mattoni del modo fisico, sono oscillatori armonici che
vibrano in una danza cosmica che fa onore al dio Siva. Ma Fritjof Capra nel suo
elaborato non si ferma a tale banale analogia, egli procede in profondità e
svela un sostrato comune tra fisica moderna e filosofie orientali. Egli mostra
come quest'ultime, senza strumenti tecnici, ma solo con il puro pensiero e la
consapevolezza abbiano catturato i segreti del cosmo, segreti che le teorie
fisiche hanno svelato solo negli ultimi settanta anni. Egli azzarda una
"colpa aristotelica" al rallentamento del pensiero occidentale
rispetto a quello orientale, in quanto il primo ha subito una battuta di
arresto forzata dal sezionamento eccessivo degli elementi costituenti del cosmo
che ha reso difficoltoso ai pensatori occidentali il cogliere l'universo fisico
come un "tutto". Solo con le rivoluzioni avvenute ad inizio secolo
scorso si è iniziato a comprendere che fenomeni fisici e sistemi sono sia
costituiti da elementi sia un tutto con un contenuto informativo maggiore degli
elementi costituenti: il tutto è più
della somma delle sue parti. Questo, come ci fa osservare pedissequamente
Capra era già noto ai pensatori Orientali. Il testo risulta scorrevole ed è
equilibrato tra fisica e filosofia, i tecnicismi sono quasi del tutto assenti,
quindi risulta accessibile anche ad i profani. Alla fine della lettura ci si
accorgerà di aver appreso nozioni inerenti le più affascinanti sfide che la
fisica ha vinto negli ultimi anni e nozioni sulle filosofie orientali in
particolare: Induismo, Buddhismo, pensiero Cinese, Taoismo e Zen. Affascinante
vero?