Superintelligenza. Tendenze, Pericoli, Strategie — Nick Bostrom

 

«Superintelligenza. Tendenze, Pericoli, Strategie» del filosofo svedese Nick Bostrom è un formidabile resoconto di possibili scenari sul presente e sul futuro dell’Intelligenza Artificiale ricco di spunti e vere e proprie ipotesi di cui l’intelligente saggista ne ammette la possibile fallibilità. Egli si chiede cosa succederà se l’Intelligenza Artificiale si svilupperà al punto da raggiungere un livello di «superintelligenza», definita come «qualunque intelletto che superi di molto le prestazioni cognitive degli esseri umani in quasi tutti i domini di interesse». Più che un libro sulle tecnologie è un’analisi di scenario utile a mettere in guardia gli esseri umani sul proprio operato nel campo delle tecnologie dell’informazione e del pervasive computing. Il saggio di circa cinquecento pagine spinge i lettori, sia addetti ai lavori che non, ad operare delle serie riflessioni sul tema. Personalmente ho apprezzato l’approccio, definibile «di larga scala», che il filosofo ha adottato per affrontare i possibili problemi, cioè considerare la «superintelligenza» come un qualcosa che vede l’Intelligenza Artificiale come attore principale, ma non unico. L’approccio «complesso» nel descrivere la formazione dei «singleton», ammassi di intelligenza con regole proprie che possono formarsi a vari livelli tra cui anche quello sociale o economico, merita attenzione. Di fatto gli agenti artificiali coesistono con gli esseri umani e onde evitare catastrofi dovranno essere equipaggiati con valori oltre che con obiettivi. Un problema estremamente arduo poiché ancora poco compreso. Di fatto Bostrom sostiene che è necessario cominciare fin da subito a sviluppare tattiche e strategie per evitare che essa ponga gravi minacce al genere umano. L’autore cita il futurologo e studioso Ray Kruzweil, autore tra l’altro de «La singolarità è vicina», dichiarando chiaramente di discostarsi dal suo approccio. Tale dichiarazione appare in gran parte accettabile anche se entrambe si concentrano su un preciso punto dell’evoluzione umana e universale: il preciso istante in cui da qualche parte appaia una «superintelligenza» capace di cose che gli umani non hanno avuto modo di saggiare nella propria storia evolutiva. Un’interessante lettura forse a tratti un po’ prolissa anche se in ogni caso estremamente metodica.

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