Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta — R. M. Pirsig

 

Uno di quei libri che DEVE essere letto, a maggior ragione se percepisci la «scissione». «Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta» di R. M. Pirsig è una di quelle perle, che se lette al momento giusto [ogni momento è quello giusto, leggete e capirete...] e con la dovuta calma ti consegnano proprio quello che cerchi da una lettura. Un viaggio in motocicletta, un'attenta manutenzione del mezzo di locomozione che lo condurrà lontano. Lontano dalla scissione tra «visione romantica» e «visione classica» della realtà. Un viaggio lontano dalla «sostanza» delle annerite e fuligginose città che attraverso il vissuto personale dell'autore è il viaggio che volenti o nolenti, coscienti o non coscienti, facciamo tutti noi nello scalare la montagna della nostra vita. Pirsig, attraverso la sua esperienza  fatta di penetranti elucubrazioni filosofiche e di vicissitudini drammatiche, alternate secondo uno schema ben preciso, ci mostra che alla base di qualunque conoscenza applicabile al molteplice della realtà di tutti i giorni (riuscire nel lavoro o in amore ad esempio, ma non solo) c'è un qualcosa che la sott'intende. Qualcosa che penetra anche all'interno della tecnologia, tra gli ingranaggi del sistema di distribuzione di una motocicletta fino ai circuiti digitali di un calcolatore. Questa stessa "cosa" permea l'armonia di una realizzazione artistica. E così, arte e tecnologia, possono tornare nella placenta originaria pre-aristotelica, nella Techne (dal greco τέχνη) dove non esiste la loro disgiunzione e quindi non si può in alcun modo affermare che l'una è bella e l'altra è brutta. Questo qualcosa, oggetto delle sue fissazioni liberate in chautauqua (vedi dialoghi itineranti) durante il Viaggio è la Qualità. Ma cosa è questa Qualità? Il viaggio in motocicletta è il viaggio di un padre con il proprio figlio Chris alla ricerca della comprensione della Qualità, che, inesorabilmente, il pensiero greco da Aristotele in poi ha scisso generando una profonda spaccatura la cui presenza si può percepire nel germe del disagio che si è insinuato nella società moderna.  La Qualità diventa la meta non definita e il viaggio nel suo tentativo di non definizione diventa tortuoso e pericoloso. Diventa una metafisica: la Metafisica della Qualità, con la quale si può affrontare la vita di tutti i giorni o un lungo viaggio in motocicletta, imparando che la manutenzione della stessa è in fondo la manutenzione della nostra vita.

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