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Cognizione artificiale, mente e attribuzione di senso nell’epoca dei sistemi generativi

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  Da quando i modelli generativi e i grandi modelli linguistici hanno mostrato una sorprendente capacità di produrre linguaggio coerente, di risolvere problemi complessi e di coordinare azioni in ambienti digitali, il termine «cognizione» è tornato al centro della discussione. La sua ricomparsa non è un fatto marginale. Quando si dice che una macchina «ragiona», «apprende», «ricorda», «pianifica» oppure «comprende», non si sta semplicemente scegliendo un lessico suggestivo. Si sta toccando uno dei nodi più delicati della cultura contemporanea, vale a dire il modo in cui interpretiamo il rapporto tra mente, informazione, tecnica e comportamento intelligente. Una parte della comunità scientifica ritiene legittimo usare il lessico cognitivo per descrivere i sistemi artificiali. Un’altra parte invita alla prudenza, osservando che parole come «comprensione», «intelligenza» o «cognizione» rischiano di importare nelle macchine contenuti semantici e ontologici che appartengono originariame...