L'Ordine dal Disordine: Complessità, Sincronizzazione dei Metronomi e la base della Filosofia di Hegel e Severino
L'esperimento dei metronomi su un piano mobile offre una rappresentazione visiva affascinante di un concetto chiave nella cosiddetta teoria dei sistemi complessi, ovvero l'emergere dell'ordine dal disordine. In tale esperimento, ogni metronomo inizia a oscillare indipendentemente. Ogni asta inizia le sue oscillazioni in una posizione qualunque, sì che all'inizio ogni metronomo è fuori fase rispetto all'altro. Ma, con il passare del tempo, attraverso le sottili interazioni mediate dal piano che si muove sotto di loro, questi metronomi si sincronizzano, battendo all'unisono, mostrando un ordine emergente. Questo fenomeno va oltre il semplice spettacolo, in quanto esso è una metafora potente per spiegare come l'ordine e la struttura possano nascere spontaneamente in sistemi definiti «complessi». Nella teoria dei sistemi complessi tale proprietà è nota come «emergenza», ovvero l'intero (sistema) possiede delle proprietà non riscontrabili nelle parti (sottosistemi) e tali proprietà nascono solo se le parti sono poste in relazione.
Ma che cosa ci insegna questo riguardo alla nostra comprensione del mondo e dell'apparire di tale fenomeno? Per rispondere a questa domanda, possiamo scomodare addirittura Georg Wilhelm Friedrich Hegel e il suo concetto di isolamento semantico. Secondo Hegel, isolare un elemento dal suo contesto e dalle sue relazioni intrinseche (necessarie) è una operazione dell'intelletto astraente e se ci si limita a tale operazione si perviene ad una comprensione limitata e distorta (diciamo, senza entrare nel particolare, ad una contraddizione).
In un passo de «La scienza della Logica» (che meriterebbe un commento esteso) Hegel ci dice [2]:
Riguardo alla reciproca dipendenza dell'insieme la metafisica poté giungere alla affermazione (sostanzialmente tautologica) che se venisse distrutto un granello di polvere, rovinerebbe l'intero universo.
Si dirà qui che tale approccio ha a che fare con la dialettica e il «principio dell'olismo semantico» (che abbiamo in questo articolo applicato anche per spiegare come i Large Language Models rappresetano il significato).
Tale approccio è stato ripreso, ampliato e rivisto anche da Emanuele Severino a partire dalla Struttura Originaria (1958) [2].
Emanuele Severino, La strutura originaria, Adelphi (1981 – Orig. 1958)
Tale approccio filosofico può essere applicato direttamente all'esperimento dei metronomi intesi come sistemi reciprocamente accoppiati che scambiano informazione (sotto forma di vibrazioni). Se osserviamo ciascun metronomo in isolamento, perdiamo la visione del fenomeno più generale della sincronizzazione, in quando andremmo a recidere dei legami necessari. È solo considerando l'interazione e l'interdipendenza tra i metronomi che possiamo capire come l'ordine emerga dall'apparente caos. Questa visione olistica ci porta a una comprensione più profonda non solo dei metronomi ma anche di come i sistemi in natura e nella società funzionano.
L'approccio di Hegel ci sfida a guardare oltre l'isolamento semantico, a vedere le parti in relazione al tutto. In modo simile, l'esperimento dei metronomi ci mostra che non è nei singoli elementi, ma nelle loro interazioni e relazioni, che risiede la chiave per comprendere i sistemi complessi, siano essi sistemi fisici, naturali o sociali.
Sia nel campo della scienza che in quello della filosofia, l'approccio olistico ci offre una comprensione più ricca e profonda. L'esperimento dei metronomi non è solo una dimostrazione di sincronizzazione fisica; esso è un richiamo a considerare le interrelazioni in tutti gli aspetti della conoscenza in linea con l’olismo semantico.
Riferimenti
[1] Hegel, Georg Wilhelm Friedrich. La scienza della logica. Vol. 25. Laterza, 1925.[2] Severino, Emanuele, La strutura originaria, Adelphi, 1981 ( Orig. 1958)