Dialogo a notte fonda tra un matematico, un fisico e un ignegnere
Un’aula universitaria, sera inoltrata. Sulle lavagne restano formule, diagrammi e qualche disegno di circuito. Le finestre lasciano filtrare la pioggia. Un vecchio orologio segna le undici e venti. Attorno al tavolo, tre figure: Adriano, il matematico; Luca, il fisico; ed Elia, l’ingegnere. Sono colleghi e amici che amano dialogare e confrontarsi fino a notte fonda. Il convegno si è appena concluso, ma la vera discussione deve ancora cominciare. Basato sul seguente articolo . 1. Sul principio delle cose Adriano (il matematico) Ogni volta che guardo questa lavagna penso che tutto cominci da una definizione. Del resto ne vedo un paio proprio scritte lì... Il mondo intero, se lo si vuole intendere, dovrebbe essere scritto in un linguaggio coerente, senza ambiguità. Dovrebbe attingere le proprie forme e strutture da qualche luogo dove vige la perfezione... Ma poi guardo la realtà, e la realtà non conosce coerenza e, di fatti, pullula di eccezioni, di casi limite, di discontinuità. (so...